Una manciata di ex attori porno in una Los Angeles flagellata dalla sterilità di coppia si trovano rinchiusi in un lussuosissimo appartamento da bunga bunga mentre fuori gli alieni invadono la terra a suon di vagine volanti tentacolate ed altri giganteschi cosi che sono l'ibrido erotico e perfetto di un mostrone con un robottone. Il tutto impreziosito da un montaggio che sembra venire dritto dritto dalle cutscene di Modern Warfare 2.
Sarcasmo a parte, Skyline non è un brutto film: è semplicemente privo di fantasia e creatività, ma il suo compitino lo porta a casa con successo.
Il finale è buono per tutti. Gli intellettuali con la scopa al culo potranno colmare il senso di colpa per aver visto un volgarissimo film d'intrattenimento giocandosi la carta del finale artistico, chi voleva le esplosioni che esplodono le avrà avute e quindi sticazzi del finale, tutti gli altri al massimo faranno meh. Io ci ho visto un sensato quanto inevitabile epilogo, perché il finale non è detto che debbano essere proprio gli ultimi fotogrammi della pellicola prima dei titoli di coda.
Per capire l'incipit della recensione, invece, vi toccherà vedere il film.
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mercoledì 2 febbraio 2011
venerdì 21 gennaio 2011
[Film] Primer
Primer è un film indipendente di fantascienza del 2004, girato con appena 7000 dollari. Il film attirò l'attenzione di tutti lo stesso anno, grazie ad una premiazione a sorpresa al Sundance Film Festival. La storia verte su due ambiziosi giovani ingegneri (Aron ed Abe) che nel loro tempo libero svolgono attività di ricerca privata e, accidentalmente, scoprono come costruire una peculiare macchina del tempo. Inizialmente Aron ed Abe utilizzano il macchinario per scopi materiali, come accumulare soldi o risolvere problemi personali. Con il tempo scopriranno che l'aver estromesso altri due loro amici dall'affare sarà solo l'inizio di un allucinante escalation di compromessi morali che ben presto metteranno in serio pericolo la loro stessa esistenza.
Nonostante la pochezza dei mezzi, Primer è un film scritto molto bene, che fonda gran parte del suo fascino su una fotografia neorealista e la rappresentazione delle scienza (anche quella inventata) senza troppi fronzoli e sensazionalismi. Non è difficile vedere in questa produzione l'ispirazione per lavori più recenti come Pioneer One. Oltre che da un chiaro messaggio morale e da vicende che potremmo definire drammatiche, Primer trae parte del suo carisma dalle doti degli interpreti (in particolare dei due protagonisti: Shane Carruth e Dave Sullivan), molto convincenti grazie anche al loro background personale. I due attori, infatti, ricoprono ruoli molto simili a quelli che avevano nella vita di tutti i giorni: Carruth era un ingegnere laureato in matematica (a lui si devono le teorie pseudo-scientifiche dello script), mentre Sullivan era un esperto di economia e marketing aziendale, un ruolo che in qualche modo si rispecchia nella catartica storia di Abe.
L'epilogo sconvolgente (costruito mattone dopo mattone, proprio sotto gli occhi dello spettatore) fa perdonare anche lo spiegone all'americana che c'è nel finale. Nonostante non sia un grande fan delle storie sui viaggi temporali, Primer mi ha convinto proprio perché sceglie la via della logica e della razionalità a tutta una serie di scappatoie possibili ed iper-abusate dal cinema di genere, dandoci una visione della storia di Aron e Abe più cruda, triste e realista di quanto si possa inizialmente immaginare.
Nonostante la pochezza dei mezzi, Primer è un film scritto molto bene, che fonda gran parte del suo fascino su una fotografia neorealista e la rappresentazione delle scienza (anche quella inventata) senza troppi fronzoli e sensazionalismi. Non è difficile vedere in questa produzione l'ispirazione per lavori più recenti come Pioneer One. Oltre che da un chiaro messaggio morale e da vicende che potremmo definire drammatiche, Primer trae parte del suo carisma dalle doti degli interpreti (in particolare dei due protagonisti: Shane Carruth e Dave Sullivan), molto convincenti grazie anche al loro background personale. I due attori, infatti, ricoprono ruoli molto simili a quelli che avevano nella vita di tutti i giorni: Carruth era un ingegnere laureato in matematica (a lui si devono le teorie pseudo-scientifiche dello script), mentre Sullivan era un esperto di economia e marketing aziendale, un ruolo che in qualche modo si rispecchia nella catartica storia di Abe.
L'epilogo sconvolgente (costruito mattone dopo mattone, proprio sotto gli occhi dello spettatore) fa perdonare anche lo spiegone all'americana che c'è nel finale. Nonostante non sia un grande fan delle storie sui viaggi temporali, Primer mi ha convinto proprio perché sceglie la via della logica e della razionalità a tutta una serie di scappatoie possibili ed iper-abusate dal cinema di genere, dandoci una visione della storia di Aron e Abe più cruda, triste e realista di quanto si possa inizialmente immaginare.
sabato 4 dicembre 2010
[Film] Chirin no Suzu (Ringing Bell)
Un cartone che inizia come Bambi, si evolve attraverso un allenamento alla Rocky Balboa e finisce un po' come la Sirenetta di H.C. Andersen? "Chirin no Suzu" o noto anche nella traduzione inglese "Ringing Bell". Un cartone animato della Sanrio Film del 1978.Il protagonista è un agnellino un po' vivace che vede morire la sua mamma davanti ai propri occhi a seguito dell'attacco di un lupo e da quel momento decide di diventare forte e cattivo come e più del lupo per poi compiere la sua vendetta.
Una storia molto bella nella sua semplicità e anche quasi nella sua prevedibilità: vediamo Chirin crescere con l'illusione che la paura possa essere sconfitta definitivamente, non accetta questo sentimento, e non accetta l'idea di doverlo combattere ogni giorno. Sceglie il lupo come suo nemico e vendicatosi di lui rimane con la solitudine di chi si è innamorato della propria tristezza. La solitudine di chi è diverso: rifiutato dai suoi simili che si sono sentiti respinti per la loro natura e abbandonato da chi invece ha seguito la propria natura.
Da vedere.
Potete trovarlo anche su Youtube diviso in cinque parti sotto il nome "The Ringing Bell of Chirin".
venerdì 19 novembre 2010
I Video Anche su iTunes Italia. Costosi.
Da quando ho avuto modo di provare Windows Phone 7 ed un Optimus 7 della LG devo dire che non provo più la solita durezza di pene quando penso all'offerta video ed audio di iTunes. Anche perché pagare 7 euro al mese per uno Zune pass ed avere una flat che permette di ascoltare e scaricare tutta la musica del mondo (Pronto? Marketing Microsoft? Ma è possibile che io me ne sia dovuto accorgere per sbaglio?) mi pare un affare ben più grande di acquistare 5 brani allo stesso prezzo, senza nemmeno una preview decente.
Tornando ai video, sarà perché dopo un inzio economicamente decente (episodi in SD e film acquistabili ad 1 Euro e rotti, sullo store americano) i prezzi su iTunes sono quasi triplicati nel giro di pochi mesi, oppure perché la qualità generale degli episodi è bassissima rispetto alle anteprime a definizione perfetta, ma l'approdo in Italia dei video mi lascia freddino, anche perché ho imparato a mie spese che un video acquistato da iTunes è intrappolato su iTunes senza via di scampo. Per non parlare della mancanza di qualsiasi transcoding per metterlo su un iPod o un iPad senza sprecare tantissimo spazio.
A raffreddarmi del tutto ci pensano i prezzi che sono molto più alti dello standard: 4 Euro per un film a risoluzione SD? Se i film sono nel bouquet in promozione settimanale (per ora solo due a settimana!), il costo si abbatte a quello standard per il noleggio in SD (0.99 Euro). Se l'SD fosse decente (ad esempio come un buon SatRip o DVB-TRip pirata) almeno i film in promo sarebbero comprabili ma il Dr Who li smentisce con veemenza. Peccato perché sullo store Americano inzialmente i cofanetti digitali delle serie avevano un prezzo competitivo. Ora costano quasi il doppio rispetto ad una raccolta fisica e, vale la pena di ricordarlo, non hanno alcun tipo di sottotitoli, audio alternativo o contenuti extra.
Considerando che sia Sony che Microsoft offrono film FullHD allo stesso prezzo, con i sottotitoli e l'audio originale (niente extra nemmeno qui però) e senza troppi sbattimenti per farli finire sulla TV o copiarli su un altro disco (la trasparenza delle licenze di noleggio elettronico di MS è da provare, se vi interessa l'argomento), non lo definirei un affare. Come anche il fatto che sono stati riportati i prezzi statunitensi in Euro, quando il cambio Euro/Dollaro è di 1.4. Probabilmente c'è lo zampino delle case di produzione ma ciò non toglie che la per ora scarsa offerta sia penalizzante.
Insomma se questo è il rilancio in grande stile del fallimento in grande stile che fu AppleTV un paio di anni fa non stupisce che circa metà degli Stati Uniti siano in mano ai servizi di Video on Demand Mediaroom, coi quali si possono vedere anche i Blue Ray comperati al negozio, tecnologia che Steve Jobs ha boicotatto troppo prematuramente, secondo me.
Tornando ai video, sarà perché dopo un inzio economicamente decente (episodi in SD e film acquistabili ad 1 Euro e rotti, sullo store americano) i prezzi su iTunes sono quasi triplicati nel giro di pochi mesi, oppure perché la qualità generale degli episodi è bassissima rispetto alle anteprime a definizione perfetta, ma l'approdo in Italia dei video mi lascia freddino, anche perché ho imparato a mie spese che un video acquistato da iTunes è intrappolato su iTunes senza via di scampo. Per non parlare della mancanza di qualsiasi transcoding per metterlo su un iPod o un iPad senza sprecare tantissimo spazio.
| Il primo episodio del nuovo corso del Dr. Who. Osservate lo scempio della qualità video a dimensione intera |
Considerando che sia Sony che Microsoft offrono film FullHD allo stesso prezzo, con i sottotitoli e l'audio originale (niente extra nemmeno qui però) e senza troppi sbattimenti per farli finire sulla TV o copiarli su un altro disco (la trasparenza delle licenze di noleggio elettronico di MS è da provare, se vi interessa l'argomento), non lo definirei un affare. Come anche il fatto che sono stati riportati i prezzi statunitensi in Euro, quando il cambio Euro/Dollaro è di 1.4. Probabilmente c'è lo zampino delle case di produzione ma ciò non toglie che la per ora scarsa offerta sia penalizzante.
Insomma se questo è il rilancio in grande stile del fallimento in grande stile che fu AppleTV un paio di anni fa non stupisce che circa metà degli Stati Uniti siano in mano ai servizi di Video on Demand Mediaroom, coi quali si possono vedere anche i Blue Ray comperati al negozio, tecnologia che Steve Jobs ha boicotatto troppo prematuramente, secondo me.
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